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Metodologia Operativa

territori coinvolti nelle due guerre mondiali possono nascondere ordigni esplosivi attivi. L' impresa Esse. Di. esegue quotidianamente interventi di bonifica sul suolo italiano risanando e mettendo in sicurezza le aree trattate.

PRIMA DI INTERVENIRE BISOGNA CONOSCERE LE CARATTERISTICHE DEGLI ORDIGNI

Per la ditta Esse.Di. è essenziale conoscere le caratteristiche specifiche degli ordigni che si accinge a bonificare. Ragion per cui i suoi tecnici si tengono costantemente aggiornati sulle peculiarità degli arsenali inesplosi durante i due Conflitti Mondiali. Per esempio le mine concepite e realizzate a cavallo degli anni '70, per lo più provenienti dagli arsenali dell'ex Patto di Varsavia e che rappresentano la percentuale più elevata dei 110 milioni che oggi giacciono nel mondo pronte ad esplodere, sono dotate di meccanismi di funzionamento con congegni metallici e la cui affidabilità è consegnata a "parti in contrasto", azionate per lo più da molle precaricate e quindi , una volta interrate o posate sul terreno, soggette ad un rapido degrado nel tempo. Così come le mine sovietiche tipo PMR, le OZM o le MRUD. Anche le mine di nuova concezione devono essere conosciute in ogni particolare. Infatti, in molte aree è possibile rinvenire mine anti - carro apparentemente del tipo VS 2,4 o TC 6 , progettate da industrie italiane ma che, in realtà, sono state copiate da fabbriche del Medio Oriente utilizzando plastiche obsolete e rapidamente degradabili. Ci si trova così ad aver di fronte ordigni fragili, con accenditori molto più sensibili rispetto agli originali e, quindi, complessivamente meno affidabili e molto più pericolosi per gli specialisti che devono individuarli ed eliminarli.

GLI ORDIGNI BELLICI ED I FATTORI AMBIENTALI

I fattori ambientali rappresentano un insieme di elementi che influiscono in modo determinante sulle caratteristiche degli ordigni bellici che giacciono inesplosi su un territorio. La composizione organica del terreno, le condizioni climatiche e lo "stress termico" giornaliero a cui l'ordigno è stato sottoposto nel tempo possono esasperare le difficoltà di un intervento di bonifica, in particolare se le mine e gli ordigni da eliminare sono caratterizzati da scarsa tecnologia o, peggio, sono stati realizzati artigianalmente. Ad esempio picchi di temperatura di +40 ° in un ambiente desertico ed in un terreno ad alto contenuto salino o di azoto, provocano un significativo degrado dell'accenditore meccanico di una mina, totalmente diverso a quello provocato sullo stesso tipo di meccanismo che equipaggia, invece, un ordigno impiegato in terreno di media salinità e che è stato esposto a temperature molto più basse. In sintesi, l'umidità, il passaggio repentino da temperature elevate ad altre prossime allo zero, la composizione organica del terreno e l'insolazione contribuiscono ad accelerare il degrado dell'ordigno compromettendone le caratteristiche iniziali di funzionamento e l'affidabilità complessiva. Il processo è molto più rapido nel caso in cui i congegni di funzionamento siano metallici, peculiarità purtroppo molto comune ad un'elevata percentuale dei 110 milioni di ordigni sparsi nel mondo.

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